Posts Tagged ‘milano’

Cortile di Brera

agosto 27, 2017

citazione?
Rara pioggia in agosto

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Sant’Ambrogio ai tempi di Manzoni

aprile 27, 2014

Nel dodicesimo capitolo dei Promessi Sposi Manzoni narra le vicissitudini di una celebre statua, aggiornata ai suoi tempi o quasi, dal momento che il santo benedicente di Luigi Scorzini è solitamente datato 1833.

santambrogio

Questo, dalla piazza, era già entrato nella strada corta e stretta di Pescheria vecchia, e di là, per quell’arco a sbieco, nella piazza de’ Mercanti. E lì eran ben pochi quelli che, nel passar davanti alla nicchia che taglia il mezzo della loggia dell’edifizio chiamato allora il collegio de’ dottori, non dessero un’occhiatina alla grande statua che vi campeggiava, a quel viso serio, burbero, accipigliato, e non dico abbastanza, di don Filippo II, che, anche dal marmo, imponeva un non so che di rispetto, e, con quel braccio teso, pareva che fosse lì per dire: ora vengo io, marmaglia.

Quella statua non c’è più, per un caso singolare. Circa cento settant’anni dopo quello che stiam raccontando, un giorno le fu cambiata la testa, le fu levato di mano lo scettro, e sostituito a questo un pugnale; e alla statua fu messo nome Marco Bruto. Così accomodata stette forse un par d’anni; ma, una mattina, certuni che non avevan simpatia con Marco Bruto, anzi dovevano avere con lui una ruggine segreta, gettarono una fune intorno alla statua, la tiraron giù, le fecero cento angherie; e, mutilata e ridotta a un torso informe, la strascicarono, con gli occhi in fuori, e con le lingue fuori, per le strade, e, quando furon stracchi bene, la ruzzolarono non so dove. Chi l’avesse detto a Andrea Biffi, quando la scolpiva !

 

Milano, Galleria Vittorio Emanuele II

novembre 11, 2013

 

 

Tomba di Giuseppe Mengoni, Milano, Cimitero Monumentale

 

Ermenegildo Castiglioni ed Ernesto Bazzaro

settembre 5, 2013

A inizio novecento, Ermenegildo Castiglioni decide di costruire un palazzo di prestigio, ma decisamente diverso dalle neo-classiche abitazioni della zona: siamo al civico 47 dell’attuale Corso Venezia, pochi passi dal palazzo Bovara e non lontano dai Saporiti e Serbelloni, dove abbondano colonne, statue e bassorilievi neoclassici.

L’insolito edificio viene aspramente criticato, in particolare per le voluminose cariatidi in facciata, che rappresentano la pace e l’industria, ma sono un po’ troppo scoperte, da cui il nomignolo cà di ciapp; rimosse, si possono trovare ancora oggi, in precarie condizioni, alla clinica Columbus di via Buonarroti, altro edificio progettato dall’architetto Sommaruga.

Autore delle statue è lo scultore Ernesto Bazzaro, nato nel 1859 e morto nel 1937; suo, negli stessi anni, il monumento Cavallotti, e sua anche la tomba di Ermenegildo Castiglioni senior, datata 1896: il nonno costruisce, ed il nipote eredita, una vera e propria fortuna in parte spesa per la costruzione del palazzo.

Ancora sant’Ambrogio

agosto 21, 2013

Stavolta con un racconto più lungo. Narra Pietro Verri nella sua Storia di Milano della missione affidata nel 1001 ad Arnolfo arcivescovo di Milano: ricercare agli augusti Costantino e Basilio la principessa Elena in isposa.

La missione non è di breve durata, e si conclude quando ormai è troppo tardi: Fu consegnata all’arcivescovo la sposa; ma giunto egli a Bari nel 1002 colla principessa, intese la morte seguita poco prima di Ottone Terzo, per cui Elena rimase vedova prima di conoscere lo sposo.

A quest’ambasciata sostenuta dal nostro arcivescovo Arnolfo siamo debitori del famoso serpente di bronzo, che tuttavia resta collocato sopra di una colonna in Sant’Ambrogio. Non è cosa nuova ne’ monarchi di premiare e ricompensare con donativi, il valore de’ quali non pregiudichi l’erario. Il serpente di bronzo fu donato dal tesoro di Costantinopoli, facendo credere al buon arcivescovo, che fosse il medesimo che Mosè innalzò nel deserto; e con questa bella antichità fu rimeritato della enorme spesa che fece.

Altre fonti e approfondimenti sulla  mancata sposa di Ottone III e nipote di Basilio II portano notizie un po’ diverse. In ogni caso, il serpente ancora oggi si trova nella basilica, su una colonna di marmo, destinato a restarci fino al giorno del giudizio, quando dovrebbe andarsene strisciando verso la valle di Giosofat; secondo altre leggende, peraltro deprecate già da Carlo Borromeo, il serpente di bronzo avrebbe il potere di guarire dai vermi e forse da altre malattie.

Altro oggetto di culto nella basilica è la cattedra arcivescovile marmorea o, sempre stando alla definizione di Pietro Verri, la sede vescovile marmorea nel coro, sulla quale ponendosi a sedere le donne incinte credevano di non poter correre più alcun rischio nel parto.

cattedra vescovile santambrogio milano

Palazzo Serbelloni

aprile 27, 2013

manifestazione del 25 aprile (presa del palazzo di primavera)

San Simpliciano – il coro ligneo

gennaio 26, 2013

Oltre al notissimo affresco di Ambrogio da Fossano detto il Bergognone, nella basilica di San Simpliciano si trovano altre opere degne di nota. Tra queste, il coro ligneo realizzato intorno al 1588 da Anselmo e Virgilio de’ Conti su disegno dell’architetto Giuseppe Meda.

Immagine

Ultime cene a Milano

gennaio 15, 2013

Last Supper

Santa Maria della Passione

santa maria passione

San Nazaro Maggiore

san nazaro maggiore

Archi di Porta Nuova – Milano

dicembre 29, 2012

archi porta nuova

Curiosamente o forse no, si trovano spesso parti di monumenti funerari all’interno di altri monumenti, come questa lapide di Caius Vettius accompagnato dai familiari; la copia sta sugli archi di Porta Nuova in fondo a via Manzoni, gli originali al Museo Archeologico in Corso Magenta.

Ravanando in rete alla ricerca di immagini, dettagli e pettegolezzi vari ho trovato una ricchissima galleria fotografica con parecchie immagini, per l’appunto, del Museo Archeologico. Siccome sono di qualche anno fa, si possono confrontare alcuni allestimenti (come il gioiello longobardo, una fibbia che oggi è emblema della nuova Sezione Altomedievale), e  rivedere alcuni dettagli del masso di Borno, che da qualche anno è tornato a casa.

Tra parentesi, mi pare che nelle varie menzioni Wiki ci scappi una i di troppo, andando avanti così si finisce in Valtellina. Altro elemento oggi ricorrente, il ritratto del Tetrarca, forse più riconoscibile a distanza che non in primo piano.

 

Palazzo Serbelloni

ottobre 17, 2012

Il grandioso (ma raccolto) stile di questo possente edificio può talvolta far riflettere i milanesi e magari rallentarne leggermente il passo nel corso di Porta Orientale, anche se l’arrivo dell’IMU probabilmente riduce l’invidia per tutta quella roba…

corso venezia

Angolo via S. Damiano – Architetto Simone Cantoni

Notizie interessanti anche sul sito web, sia pure con qualche disattenzione specie grammaticale.